Camposampiero
Comune
Piazza Castello, 35
Camposampiero (PD) – 35012
Luogo di timbratura del Lasciapassare incluso nel kit “Viaggio nel tempo”:
Ufficio Turistico




Cenni Storici
Camposampiero vede le sue origini certamente dall’epoca romana per via della zona occupata da un reticolo centuriale noto con il nome di “Graticolato”. La costruzione del castello, con le due torri annesse, risale forse già alla prima metà dell’XI secolo, epoca in cui Tiso I riceve in feudo Camposampiero dall’imperatore Arrigo II, con difese consolidate nel 1229. Nel 1405 fu sottomessa a Venezia, mantenendo le funzioni militari e vedendosi assegnato un vicario veneziano, a sottolinearne l’importanza strategica, civile ed amministrativa, poiché contava 33 ville. Nel 1513 gli eserciti della lega di Cambrai si portarono a Camposampiero rinnovando l’assalto e le distruzioni. La decadenza delle mura è invece più lenta: nel 1657 esisteva ancora porta Padova, nel 1700 erano ancora presenti il ponte e la porta che immettevano nella rocca, solo nel 1841 venne demolito l’ultimo tratto di mura.
Itinerario Urbano
Della cinta muraria oggi rimangono solo le due torri, ma la struttura si legge ancora nel tracciato dei fossati esistenti. Provenendo da sud, lungo la strada statale “del Santo”, l’ingresso in città è dominato dalla Torre di Porta Padova con l’orologio.
Si prosegue fino alla centrale piazza Castello, con ampio parcheggio nell’adiacente Campo Marzio. Qui si erge la Rocca, voluta da Tiso I, ora sede municipale e pretorile, con a fianco l’alta Torre del Castello.
Si esce dalla piazza verso nord, attraversando via S. Antonio, dopo la biforcazione del fiume Vandura che circonda la città. Il soggiorno di S. Antonio nel 1231 è ricordato dalla Cella della Visione, inglobata nella Chiesa di S. Giovanni Battista dei Frati Minori. Poco più a nord si trova il Santuario del Noce, del 1432, con affreschi di Girolamo Tessari detto “dal Santo”. Si torna alla biforcazione fluviale e si segue il ramo nord per via S. Antonio fino al nodo idraulico col Tergolino ed il Muson. Per via Cordenons si percorre quindi il lato orientale del paese, difeso da tre corsi d’acqua paralleli, fino alla Villa Querini, sede della Biblioteca civica ed alla Villa Campello, in corso di restauro. E’ da ricordare il sistema fortificato del Serraglio, che Francesco il Vecchio da Carrara fece costruire alla fine del Trecento innalzando un poderoso argine e difese continue lungo la riva padovana del Muson, in modo da collegare le piazzeforti di Camposampiero, Stigliano e Mirano.
Luoghi d'interesse
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